Perché gli esperti temono un’influenza più aggressiva quest’inverno

2 Gennaio 2026

/ ultimo aggiornamento 11:19

Con l’avvicinarsi dell’inverno 2025-2026, la preoccupazione per un’influenza più agressiva cresce tra gli esperti e la popolazione. Le osservazioni provenienti da Australia e Giappone indicano che il virus potrebbe colpire con maggiore intensità, stimolando un’ondata di contagi che ci si attende possa superare i numeri già allarmanti registrati negli anni recenti. Gli effetti delle temperature in abbassamento e l’aumento della circolazione di virosi respiratorie pongono interrogativi cruciali sulla preparazione e la prevenzione adeguata da adottare. Con oltre un milione di contagi già segnalati in una settimana, è fondamentale comprendere come affrontare questa stagione.

Un’epidemia in avvicinamento

Secondo Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), l’epidemia che si profila all’orizzonte potrebbe essere piuttosto aggressiva. La combinazione di freddo intenso e salgono di virus, insieme a una diminuzione nella disponibilità di medici di base, rende la situazione ancora più preoccupante. La campagna vaccinale, già avviata in ottobre, ha come obiettivo principale quello di proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione, riducendo il rischio di malattie severe, ospedalizzazioni e decessi.

Temperature in calo e rischi associati

I meteorologi prevedono che le temperature scenderanno drasticamente, con punte fino a 10-12°C sotto la media. Questo abbassamento termico, definito come l’elemento scatenante dal virologo Fabrizio Pregliasco, favorisce la diffusione del virus influenzale. Gli sbalzi termici tipici del periodo autunnale creano l’habitat ideale per la proliferazione di vari virus, rendendo necessaria un’attenzione particolare da parte della popolazione.

La situazione vaccinale nel Paese

Malgrado l’importanza del vaccino, i dati mostrano una copertura insufficiente tra gli over 65, con solo il 50% vaccinato rispetto all’obiettivo del 75%. Questo calo nella vaccinazione preoccupa gli esperti, soprattutto considerando che la scorsa stagione ha registrato circa 16 milioni di contagi in Italia. L’attenzione deve quindi concentrarsi su metodi per incentivare la popolazione a sottoporsi alla vaccinazione, fondamentale per ridurre non solo i contagi, ma anche la pressione sui sistemi sanitari.

Prevenzione e buone pratiche

Per limitare il contagio e migliorare la salute collettiva, è utile seguire alcune pratiche quotidiane:

  • Mantenere una buona igiene delle mani, lavandole frequentemente.
  • Utilizzare fazzoletti per tossire o starnutire, evitando di contaminare l’ambiente.
  • Restare a casa in caso di sintomi febbrili o respiratori.
  • Arieggiare frequentemente gli ambienti chiusi.
  • Evitare il contatto stretto con persone malate.

Queste semplici azioni possono fare la differenza nel contenere la diffusione dell’influenza e di altri virus respiratori durante l’inverno.

Un quadro complesso da monitorare

La sorveglianza epidemiologica è cruciale per comprendere l’andamento delle infezioni respiratorie acute. L’ISS ha implementato un sistema di monitoraggio grazie al quale è possibile raccogliere dati sui virus circolanti, non limitandosi solo all’influenza, ma includendo anche altri patogeni. Questa strategia permette di avere un’idea più chiara della reale situazione e di intervenire tempestivamente.

Punti chiave da considerare

Mentre la popolazione si prepara ad affrontare un inverno di potenziali contagi, è fondamentale restare informati e attuare le giuste misure di prevenzione. Conoscere i sintomi comuni dell’influenza è essenziale, così come capire l’importanza di vaccinarsi ogni anno, data la mutabilità dei virus influenzali. Prepararsi per tempo e cooperare con il sistema sanitario può contribuire enormemente a ridurre l’impatto di questa epidemia imminente.